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	<title>Commenti per invasioniblog</title>
	<link>http://www.invasioniblog.org</link>
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	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:28:09 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Commenti su La cultura dei nuovi democristiani di sub_admin</title>
		<link>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-42</link>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 01:56:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-42</guid>
					<description>Da “la Provincia Cosentina” del 7 luglio 2007
PETRONE NOMINATO CONSULENTE DI ADAMO
Con deliberazione della Giunta Regionale, atto del 5 Marzo 2007, n. 137, apprendiamo che il dottore Gabriele Petrone è stato nominato consulente esperto esterno del vicepresidente della Giunta regionale. Su indicazione di Adamo e su "conforme proposta dell'Assessore al Personale ed Attività produttive, Pasquale Maria Tripodi, formulata alla stregua dell'istruttoria compiuta dalle strutture interessate, nonché dall'espressa dichiarazione di regolarità resa dal dirigente preposto allea competente struttura".
Come dire che il compagno Tripodi ha avallato la nomina, che sicuramente non è di natura politica ma basata sulle capacità professionali del predetto. Certamente una delle maggiori qualità di Petrone è quella di essere un fedelissimo dello staff di Nicola Adamo, n'è sempre stato un suo aggregato. In verità non lo ricordiamo mai fuori dal più ossequioso gregariato del vicepresidente della Regione. Quasi uno di famiglia. Ovviamente per convinzione mica per altro ci mancherebbe. L'incarico è "senza vincolo di subordinazione" il che detto in altri termini, significa che Petrone non ha l'obbligo di andare ogni giorno a mettere la firma in Regione. Nessuno lo controlla. Che cosa andrà a fare in qualità di consulente, nella delibera di Giunta non è detto.
Che cosa stia facendo per la collettività Petrone, non lo sappiamo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da “la Provincia Cosentina” del 7 luglio 2007<br />
PETRONE NOMINATO CONSULENTE DI ADAMO<br />
Con deliberazione della Giunta Regionale, atto del 5 Marzo 2007, n. 137, apprendiamo che il dottore Gabriele Petrone è stato nominato consulente esperto esterno del vicepresidente della Giunta regionale. Su indicazione di Adamo e su &#8220;conforme proposta dell&#8217;Assessore al Personale ed Attività produttive, Pasquale Maria Tripodi, formulata alla stregua dell&#8217;istruttoria compiuta dalle strutture interessate, nonché dall&#8217;espressa dichiarazione di regolarità resa dal dirigente preposto allea competente struttura&#8221;.<br />
Come dire che il compagno Tripodi ha avallato la nomina, che sicuramente non è di natura politica ma basata sulle capacità professionali del predetto. Certamente una delle maggiori qualità di Petrone è quella di essere un fedelissimo dello staff di Nicola Adamo, n&#8217;è sempre stato un suo aggregato. In verità non lo ricordiamo mai fuori dal più ossequioso gregariato del vicepresidente della Regione. Quasi uno di famiglia. Ovviamente per convinzione mica per altro ci mancherebbe. L&#8217;incarico è &#8220;senza vincolo di subordinazione&#8221; il che detto in altri termini, significa che Petrone non ha l&#8217;obbligo di andare ogni giorno a mettere la firma in Regione. Nessuno lo controlla. Che cosa andrà a fare in qualità di consulente, nella delibera di Giunta non è detto.<br />
Che cosa stia facendo per la collettività Petrone, non lo sappiamo&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Pingitore: quelle precedenti non erano Invasioni, ma riunioni tra amici di luca scornaienchi</title>
		<link>http://www.invasioniblog.org/?p=16#comment-41</link>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 15:41:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.invasioniblog.org/?p=16#comment-41</guid>
					<description>E' evidente che l'Assessore parla senza cognizione di causa. Capita quando ci si ritrova in un ruolo senza le adeguate competenze. Dire che gli appuntamenti di Invasioni sono state delle semplici  " riunioni per pochi amici ", è una balla spaziale detta solo da chi negli anni precedenti non ha vissuto alcuni momenti culturali importanti della città e oggi, con la forza, invece si è arrogato il diritto di gestirli, producendo un pessimo cartellone che non ha nessun legame con il festival.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; evidente che l&#8217;Assessore parla senza cognizione di causa. Capita quando ci si ritrova in un ruolo senza le adeguate competenze. Dire che gli appuntamenti di Invasioni sono state delle semplici  &#8221; riunioni per pochi amici &#8220;, è una balla spaziale detta solo da chi negli anni precedenti non ha vissuto alcuni momenti culturali importanti della città e oggi, con la forza, invece si è arrogato il diritto di gestirli, producendo un pessimo cartellone che non ha nessun legame con il festival.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Pingitore: quelle precedenti non erano Invasioni, ma riunioni tra amici di rendese</title>
		<link>http://www.invasioniblog.org/?p=16#comment-40</link>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 18:26:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.invasioniblog.org/?p=16#comment-40</guid>
					<description>Ma c'è o ci fa'?
Che vuol dire riunioni tra amici?
Ma a chi siamo in mano?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma c&#8217;è o ci fa&#8217;?<br />
Che vuol dire riunioni tra amici?<br />
Ma a chi siamo in mano?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su La cultura dei nuovi democristiani di sub_admin</title>
		<link>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-38</link>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 20:12:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-38</guid>
					<description>Solo per chiarezza. Il livello è veramente basso e non è il caso di cadere in queste provocazioni. Il mio intervento sul quotidiano del 26 giugno non è una polemica su quello che viene impropriamente definito “Festa delle Invasioni”, né sui costi del Festival. Nel mio intervento dicevo che Gabriele Petrone nel suo scritto di dicembre, ha troppo facilmente gridato allo scandalo, perchè non c'è nulla di illegittimo che il comune utilizzi quella misura del PSU, come è stato bene spiegato da Palazzo dei Bruzi. Non ho detto che i promoter locali “fanno pressioni”, ma ho detto che quel gruppo musicale appartiene a scelte della cultura televisiva e imposti dal mercato delle case discografiche, non da promoter locali a cui non ho fatto riferimento. Il discorso era un tantino più serio, ma è stato facile banalizzarlo e quindi tirare in ballo anche l'ira del promoter locale.        
Le risposte? Roba da farmi venire i capelli lisci! Solo offese, se avessi parlato io quel linguaggio e fatto tutte quelle insinuazioni, mi sarei beccato chissà quante querele. Ma non sono aggregato alle caste di questa città e non faccio parte di nessun carrozzone che amministra il potere, quindi nessuno si scandalizza, anzi si rincara, pure con qualche telefonata pesante. 
Sarebbe stato più facile, da parte del Petrone, dire che forse il giudizio espresso a dicembre era stato esagerato, perchè Lui aveva gridato allo scandalo sull'utilizzo dei fondi del PSU. E' così difficile dire “ho sbagliato”? Ci vuole più umiltà, altrimenti oggi appare che è corretto utilizzare quei fondi solo perchè a farlo è questa condivisa e partecipata amministrazione, mentre il 2005 è stato illegittimo. Penso che la verità è che quei fondi, se era legittimo utilizzarli il 2005 è legittimo farlo oggi. Tengo a specificare che i concerti a pagamento degli anni passati, non sono mai stati cofinanziati dalla Comunità Europea, come dice il Petrone. E poi basta con questa storia dell'appalto, falsità tra le falsità. E basta pure con la storia delle consulenze, il sottoscritto, tra i più fortunati del gruppo di lavoro, ha intrattenuto con il comune di Cosenza, un rapporto di lavoro regolato da un famigerato Co.Co.Co. “La militanza” dovrebbe ricordare che i Co.Co.Co. sono stati introdotti dal Governo Dini e il sottoscritto ha percepito la somma 1.259 euro nette al mese, svolgendo degnamente e prevalentemente l'attività di Art Director (o erroneamente definita grafico)  soprattutto non distratto e quindi, al limite, i manifesti li progetto e ne curo l'immagine eseguendo esattamente gli obiettivi del committente, sicuramente non li attacco sui muri, carissimi. Se il Petrone ritiene che il comune è senza soldi per colpa mia, posso prestare la mia opera per la città senza nessun rimborso, come ho praticamente fatto dal 1998 al 2002. Però ho letto sul sito del comune che “il conto consuntivo riporta i residui attivi e passivi risultanti dal bilancio 2005 approvato dal Commissario straordinario. I dati globali della gestione di cassa prodotti dal tesoriere concordano con quelli dell’Ente. Il risultato di gestione presenta un avanzo di euro 494.917,94”, non siamo in bancarotta. 
Meglio precisare che riguardo all'incontro che il nostro gruppo di lavoro ha avuto con il sindaco, è stata pubblicata su “il Quotidiano” del 25 ottobre 2006 una bella intervista di Maria Francesca Rotondaro, in cui il primo cittadino non dice assolutamente quello che indebitamente racconta il Petrone.
Poi per favore non scherziamo, sulla purezza di quella meglio precisata ex sinistra. Stendiamo un velo pietoso, anche perchè è probabile che in qualche altra pagina di questo giornale se ne parla in termini tutt'altro che puri e persino trasversali. Anche se nell'intervento parlavo di falsa sinistra, “e ho detto tutto”, direbbe Peppino De Filippo. Il Petrone conclude il suo intervento scrivendo che la Sinistra a cui io appartengo “vive attaccata alla mammella della Pubblica Amministrazione”. “Ma mi faccia il piacere” direbbe Totò.  Noi non apparteniamo a nessun partito, per cui non abbiamo una federazione pagata con il famoso finanziamento pubblico dove passare la vita con l'aspirazione di amministrare il potere. Noi che non amministriamo nulla, non disponiamo delle cosiddette “strutture politiche” finanziate dalla Pubblica amministrazione, per “sistemare” gli amici del partito e i parenti. In questo periodo si parla tanto di costi della politica, però mi pare che quei conti salati alla pubblica amministrazione non li portiamo Noi, ma chi appartiene ai carrozzoni dei partiti. Chi è che vive attaccato alla mammella della Pubblica Amministrazione? 
Con questo accusatemi pure di omicidio, non risponderò più sul giornale, alla fine voi cercate visibilità e parlando di voi, sarei io ad alimentare questo vostro vezzo.
Dino Grazioso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo per chiarezza. Il livello è veramente basso e non è il caso di cadere in queste provocazioni. Il mio intervento sul quotidiano del 26 giugno non è una polemica su quello che viene impropriamente definito “Festa delle Invasioni”, né sui costi del Festival. Nel mio intervento dicevo che Gabriele Petrone nel suo scritto di dicembre, ha troppo facilmente gridato allo scandalo, perchè non c&#8217;è nulla di illegittimo che il comune utilizzi quella misura del PSU, come è stato bene spiegato da Palazzo dei Bruzi. Non ho detto che i promoter locali “fanno pressioni”, ma ho detto che quel gruppo musicale appartiene a scelte della cultura televisiva e imposti dal mercato delle case discografiche, non da promoter locali a cui non ho fatto riferimento. Il discorso era un tantino più serio, ma è stato facile banalizzarlo e quindi tirare in ballo anche l&#8217;ira del promoter locale.<br />
Le risposte? Roba da farmi venire i capelli lisci! Solo offese, se avessi parlato io quel linguaggio e fatto tutte quelle insinuazioni, mi sarei beccato chissà quante querele. Ma non sono aggregato alle caste di questa città e non faccio parte di nessun carrozzone che amministra il potere, quindi nessuno si scandalizza, anzi si rincara, pure con qualche telefonata pesante.<br />
Sarebbe stato più facile, da parte del Petrone, dire che forse il giudizio espresso a dicembre era stato esagerato, perchè Lui aveva gridato allo scandalo sull&#8217;utilizzo dei fondi del PSU. E&#8217; così difficile dire “ho sbagliato”? Ci vuole più umiltà, altrimenti oggi appare che è corretto utilizzare quei fondi solo perchè a farlo è questa condivisa e partecipata amministrazione, mentre il 2005 è stato illegittimo. Penso che la verità è che quei fondi, se era legittimo utilizzarli il 2005 è legittimo farlo oggi. Tengo a specificare che i concerti a pagamento degli anni passati, non sono mai stati cofinanziati dalla Comunità Europea, come dice il Petrone. E poi basta con questa storia dell&#8217;appalto, falsità tra le falsità. E basta pure con la storia delle consulenze, il sottoscritto, tra i più fortunati del gruppo di lavoro, ha intrattenuto con il comune di Cosenza, un rapporto di lavoro regolato da un famigerato Co.Co.Co. “La militanza” dovrebbe ricordare che i Co.Co.Co. sono stati introdotti dal Governo Dini e il sottoscritto ha percepito la somma 1.259 euro nette al mese, svolgendo degnamente e prevalentemente l&#8217;attività di Art Director (o erroneamente definita grafico)  soprattutto non distratto e quindi, al limite, i manifesti li progetto e ne curo l&#8217;immagine eseguendo esattamente gli obiettivi del committente, sicuramente non li attacco sui muri, carissimi. Se il Petrone ritiene che il comune è senza soldi per colpa mia, posso prestare la mia opera per la città senza nessun rimborso, come ho praticamente fatto dal 1998 al 2002. Però ho letto sul sito del comune che “il conto consuntivo riporta i residui attivi e passivi risultanti dal bilancio 2005 approvato dal Commissario straordinario. I dati globali della gestione di cassa prodotti dal tesoriere concordano con quelli dell’Ente. Il risultato di gestione presenta un avanzo di euro 494.917,94”, non siamo in bancarotta.<br />
Meglio precisare che riguardo all&#8217;incontro che il nostro gruppo di lavoro ha avuto con il sindaco, è stata pubblicata su “il Quotidiano” del 25 ottobre 2006 una bella intervista di Maria Francesca Rotondaro, in cui il primo cittadino non dice assolutamente quello che indebitamente racconta il Petrone.<br />
Poi per favore non scherziamo, sulla purezza di quella meglio precisata ex sinistra. Stendiamo un velo pietoso, anche perchè è probabile che in qualche altra pagina di questo giornale se ne parla in termini tutt&#8217;altro che puri e persino trasversali. Anche se nell&#8217;intervento parlavo di falsa sinistra, “e ho detto tutto”, direbbe Peppino De Filippo. Il Petrone conclude il suo intervento scrivendo che la Sinistra a cui io appartengo “vive attaccata alla mammella della Pubblica Amministrazione”. “Ma mi faccia il piacere” direbbe Totò.  Noi non apparteniamo a nessun partito, per cui non abbiamo una federazione pagata con il famoso finanziamento pubblico dove passare la vita con l&#8217;aspirazione di amministrare il potere. Noi che non amministriamo nulla, non disponiamo delle cosiddette “strutture politiche” finanziate dalla Pubblica amministrazione, per “sistemare” gli amici del partito e i parenti. In questo periodo si parla tanto di costi della politica, però mi pare che quei conti salati alla pubblica amministrazione non li portiamo Noi, ma chi appartiene ai carrozzoni dei partiti. Chi è che vive attaccato alla mammella della Pubblica Amministrazione?<br />
Con questo accusatemi pure di omicidio, non risponderò più sul giornale, alla fine voi cercate visibilità e parlando di voi, sarei io ad alimentare questo vostro vezzo.<br />
Dino Grazioso
</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La cultura dei nuovi democristiani di sub_admin</title>
		<link>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-37</link>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 13:46:08 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.invasioniblog.org/?p=15#comment-37</guid>
					<description>Da "il Quotidiano della Calabria" del 28 giugno 2007
articolo di Eugenio Spadafora

INVASIONI non finisce più di far discutere, trascinandosi dietro l'ormai noto dibattito sulla cultura in città e il suo presunto sistema di appalto. Mancano pochi giorni al via e le polemiche intorno all'evento dell'estate tardizia si fanno sempre più aspre.
Due giorni fa l'intervento di Dino Grazioso, membro del gruppo che ha curato l'organizzazione del festival dal suo inizio fino al 2005 (ultimo anno in cui si è svolta la manifestazione).
Grazioso ha puntato il dito sia contro il concerto di Capodanno scorso che sull'organizzazione attuale di Invasioni.
Grazioso ha parlato di cultura appaltata chiamando in causa Gabriele Petrone dei Ds che proprio contro tar le presunto sistema, in precedenza (30 dicembre 2006), si era scagliato, preannunciando un nuovo corso culturale inaugurato dal centrosinistra governante co­sentino. Una diversità di metodo di fatto mai applicata, secondo Grazioso, che ha parlai» di eventi "scelti con una visione unilaterale" e figli "della cultura televisiva", contestando duramente il fatto che il concerto dei Negramaro e l'esibizione di Rossi siano stati programmati a pagamento. Parole al vetriolo che hanno suscitato l'ira di Gabriele Petrone, che ha deciso di rispondere alle accuse inoltrategli. Una chiamata in causa, la sua, che lo stesso dirigente diessino, ha definito indebita.
La replica di Petrone parte dalle critiche sui costi del festival e sulle scelte dei gruppi protagonisti. «Mi basta sapere - ha dichiarato Petrone - che oggi il Festival costa la metà ed ha un cartellone di tutto rispetto. Grazioso sviluppa alcune considerazioni sul concerto dei Negramaro criticando in particolare la scelta del gruppo e il fatto che sia offerto a pagamento. Non capisco lo scandalo visto che m passato, in "Invasioni" sono stati tanti i concerti cofinanziati a pagamento. Ma ecco la critica "culturale", questo gruppo, che è uno dei più in voga del momento in Italia, ha il grave difetto di appartenere alla cultura televisiva (mi si spieghi poi Jovanotti a quale cultura appartiene cosi come tanti altri gruppi in passato acquistati per manifestazioni varie dal "gruppo storico di Invasioni") .Mi viene allindi da pensare che il "gruppo storico di Invasioni" era come re Mida, e tutto quello che toccava, da volgare e commerciale, diveniva bello, sublime e culturale». Stoccate ironiche e durissime allo stesso tempo. Petrone affronta poi il discorso della cultura appaltata, criticando aspramente il vecchio sistema della giunta Catizone, tirando in ballo ancora una volta il gruppo storico di Invasioni. «Per quanto mi riguarda - ha dichiarato Petrone - ribadisco che per anni a Cosenza, la cosiddetta "cultura" è stata appaltata senza gara, affidata nelle mani di un gruppo autoreferenziale e autoselezionatosi con la compiacenza degli amministratori del tempo, che i cittadini hanno pagato mese per mese attraverso contratti di consulenza. Anche grazie a quella politica oggi il Comune è senza una lira». Petrone racconta poi i contatti fra Perugini e i precedenti organizzatori, «il Sindaco Perugini, per quanto riguarda lo specifico del Festival delle Invasioni, che è ormai patrimonio della città, aveva comunque chiamato a dare il loro contributo di creatività e di operosità al "gruppo storico di Invasioni", ma questi, a quanto ci è dato sapere hanno riproposto totalmente la logica dell'appalto». Una collaborazione dunque saltata, secondo il diessino, per colpa degli stessi "vecchi" organizzatori e non per volere delle giunta comunale. Le ultime stilettate di Petrone sono le più velenose, «la sinistra che conosco io - ha chiuso -, nella quale milito e alla quale mi onoro di appartenere affari non ne fa, né ne ha mai fatti. Quella a cui appartiene Grazioso è invece vissuta (e continua ancora oggi a vivere) attaccata parassitariamente alla mammella della Pubblica Amministrazione». A qualcuno staranno fischiando le orecchie? Appuntamento alla prossima puntata della telenovela più seguita nell'estate cosentina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;il Quotidiano della Calabria&#8221; del 28 giugno 2007<br />
articolo di Eugenio Spadafora</p>
<p>INVASIONI non finisce più di far discutere, trascinandosi dietro l&#8217;ormai noto dibattito sulla cultura in città e il suo presunto sistema di appalto. Mancano pochi giorni al via e le polemiche intorno all&#8217;evento dell&#8217;estate tardizia si fanno sempre più aspre.<br />
Due giorni fa l&#8217;intervento di Dino Grazioso, membro del gruppo che ha curato l&#8217;organizzazione del festival dal suo inizio fino al 2005 (ultimo anno in cui si è svolta la manifestazione).<br />
Grazioso ha puntato il dito sia contro il concerto di Capodanno scorso che sull&#8217;organizzazione attuale di Invasioni.<br />
Grazioso ha parlato di cultura appaltata chiamando in causa Gabriele Petrone dei Ds che proprio contro tar le presunto sistema, in precedenza (30 dicembre 2006), si era scagliato, preannunciando un nuovo corso culturale inaugurato dal centrosinistra governante co­sentino. Una diversità di metodo di fatto mai applicata, secondo Grazioso, che ha parlai» di eventi &#8220;scelti con una visione unilaterale&#8221; e figli &#8220;della cultura televisiva&#8221;, contestando duramente il fatto che il concerto dei Negramaro e l&#8217;esibizione di Rossi siano stati programmati a pagamento. Parole al vetriolo che hanno suscitato l&#8217;ira di Gabriele Petrone, che ha deciso di rispondere alle accuse inoltrategli. Una chiamata in causa, la sua, che lo stesso dirigente diessino, ha definito indebita.<br />
La replica di Petrone parte dalle critiche sui costi del festival e sulle scelte dei gruppi protagonisti. «Mi basta sapere - ha dichiarato Petrone - che oggi il Festival costa la metà ed ha un cartellone di tutto rispetto. Grazioso sviluppa alcune considerazioni sul concerto dei Negramaro criticando in particolare la scelta del gruppo e il fatto che sia offerto a pagamento. Non capisco lo scandalo visto che m passato, in &#8220;Invasioni&#8221; sono stati tanti i concerti cofinanziati a pagamento. Ma ecco la critica &#8220;culturale&#8221;, questo gruppo, che è uno dei più in voga del momento in Italia, ha il grave difetto di appartenere alla cultura televisiva (mi si spieghi poi Jovanotti a quale cultura appartiene cosi come tanti altri gruppi in passato acquistati per manifestazioni varie dal &#8220;gruppo storico di Invasioni&#8221;) .Mi viene allindi da pensare che il &#8220;gruppo storico di Invasioni&#8221; era come re Mida, e tutto quello che toccava, da volgare e commerciale, diveniva bello, sublime e culturale». Stoccate ironiche e durissime allo stesso tempo. Petrone affronta poi il discorso della cultura appaltata, criticando aspramente il vecchio sistema della giunta Catizone, tirando in ballo ancora una volta il gruppo storico di Invasioni. «Per quanto mi riguarda - ha dichiarato Petrone - ribadisco che per anni a Cosenza, la cosiddetta &#8220;cultura&#8221; è stata appaltata senza gara, affidata nelle mani di un gruppo autoreferenziale e autoselezionatosi con la compiacenza degli amministratori del tempo, che i cittadini hanno pagato mese per mese attraverso contratti di consulenza. Anche grazie a quella politica oggi il Comune è senza una lira». Petrone racconta poi i contatti fra Perugini e i precedenti organizzatori, «il Sindaco Perugini, per quanto riguarda lo specifico del Festival delle Invasioni, che è ormai patrimonio della città, aveva comunque chiamato a dare il loro contributo di creatività e di operosità al &#8220;gruppo storico di Invasioni&#8221;, ma questi, a quanto ci è dato sapere hanno riproposto totalmente la logica dell&#8217;appalto». Una collaborazione dunque saltata, secondo il diessino, per colpa degli stessi &#8220;vecchi&#8221; organizzatori e non per volere delle giunta comunale. Le ultime stilettate di Petrone sono le più velenose, «la sinistra che conosco io - ha chiuso -, nella quale milito e alla quale mi onoro di appartenere affari non ne fa, né ne ha mai fatti. Quella a cui appartiene Grazioso è invece vissuta (e continua ancora oggi a vivere) attaccata parassitariamente alla mammella della Pubblica Amministrazione». A qualcuno staranno fischiando le orecchie? Appuntamento alla prossima puntata della telenovela più seguita nell&#8217;estate cosentina.
</p>
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