Archivio di Aprile 2007

La cultura della verità e il mercato di Pingitore

Mercoledì 4 Aprile 2007

Nel corso di questi mesi abbiamo sempre, strenuamente, cercato di non far polemiche.

Non ci interessa iniziare ora ma pretendiamo, per il rispetto che un amministratore deve ai cittadini, la verità. Abbiamo letto la nota di Ciroma sulle politiche culturali e la risposta dell’assessore Pingitore, che proprio non riusciamo a mandare giù.

Perché l’assessore, e non solo lui, deve spiegare come sono andate le cose, ovvero:

che la manifestazione “San Giuseppe Rock” non rientrava nei programmi dell’Amministrazione Comunale (vedi comunicato stampa del Comune del 21 febbraio) e che proprio l’assessore Pingitore si adoperava in tal senso solo dopo che una nostra proposta era pervenuta all’Amministrazione; che lo stesso era animato dal solo scopo di farla organizzare ad altri invitando diversi soggetti a dare la denominazione “San Giuseppe rock”, con indicazione dei gruppi da far suonare, a progetti che venivano presentati con altro spirito e che non riuscendo nell’operazione ha dovuto riesumare un progetto presentato tempo addietro dall’unica associazione che si è prestata al giochetto facendolo riformulare su misura.

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Il senso del Festival delle Invasioni

Mercoledì 4 Aprile 2007

 

Viste le cose che si vanno dicendo e scrivendo su “Invasioni”, mi sembra necessario provare a chiarire i termini della vicenda.

Sul festival si potrebbe parlare a lungo; ma a mio avviso le sue caratteristiche davvero centrali sono due. La prima è che “Invasioni” ha rappresentato un raro, e felice, momento di autentica politica per i giovani. Quei giovani che, al di là delle retoriche e delle demagogie, si sentono essenzialmente estranei alla nostra città, ospiti che non comprendono e non sono compresi. Si aggirano per le strade, traccheggiano fra un pub e l’altro, con la convinzione che non c’è posto per loro, che dovrebbero e vorrebbero essere, vivere, altrove. Durante “Invasioni”, invece, quei giovani si sentono a casa. Ma non come potrebbe accadere in un centro sociale o in una assemblea scolastica: no, si tratta di un raro prezioso momento in cui si sentono uniti al resto della città, sentono di appartenervi. Conosco decine di studenti universitari fuorisede che tornano, che tornavano, a Cosenza apposta per “Invasioni”: e che di Invasioni parlavano, nelle loro sedi lontane, talvolta conquistavano amici e li portavano fin qui, manifestavano un non frequente orgoglio di far parte della comune città.

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