Pingitore: quelle precedenti non erano Invasioni, ma riunioni tra amici

Da “la provincia Cosentina” del 27 giugno 2007 – Intervista di Eliseno Sposato

Ci faccia capire Assessore Pingitore come vi siete divisi i compiti nell’approntare questa nuova edizione della Festa delle Invasioni.
Attorno al direttore artistico, Antonello Antonante, si è creato un gruppo di lavoro formato da quattro assessori che hanno contribuito alla stesura del programma di Invasioni. Insieme a me ci sono i colleghi Morrone, Ferraro e Vuono. E’ la prima volta che più assessori si riuniscono per capire ed organizzare l’evento estivo cittadino.
 Da più parti si parla di spirito tradito per la Festa delle Invasioni. E’ davvero così?
Credo che ogni percorso vada criticato alla fine. Sinora abbiamo presentato solo il cartellone, il festival non è neanche iniziato, e sono state dette solo delle inesattezze. Partiamo dalla centralità del convegno, tanto auspicata dall’ex assessore Dionesalvi. In questa edizione ce ne sono ben tre:il seminario curato dall’assessore Vuono insieme a Renato Nicolini all’Università della Calabria; un convegno dal tema “Acqua bene comune” curato dall’assessore Ferraro e quello da me voluto, “le dimensioni dell’acqua” che vedrà impegnati antropologi, psicanalisti, biologi, geologi, ciascuno impegnato, attraverso la sua ottica, a parlare di quale tesoro prezioso sia questo bene. Credo quindi che non sia stato tradito lo spirito della Festa che è piena di contenuti anche in questa edizione. A mio giudizio esiste una continuità, anche se noi non la rincorriamo, perché credo che ogni edizione debba avere una sua peculiarità. Noi abbiamo inaugurato un modo diverso di pensare l’evento, e per questo mi trovo d’accordo con il suo collega Marcello Gallo, che nei giorni scorsi, riferito all’amministrazione Catizone, aveva parlato di cultura appaltata ad un gruppo di persone. Noi ci siamo impegnati in prima persona, scegliendo un tema e riempiendo di contenuti questa edizione.
La rottura con il gruppo Ardenti non era sanabile in alcun modo? Non c’erano spazi per recuperare quel bagaglio di esperienze?
Da parte nostra non c’è stato alcun ostracismo. Nei due incontri che ci sono stati, le richieste che sono venute dal gruppo musica andavano in direzione contraria alla nostra. Loro erano abituati a fare tutto da soli e volevano continuare su questa strada. Mentre io pensavo alle invasioni di Invasioni, cioè una contaminazione dell’idea stessa del festival, in fase di ideazione. Evidente che chi era abituato ad avere il monopolio di Invasioni, non ha gradito questa contaminazione fra persone con idee differenti. Poi noi non abbiamo sostituito i consulenti delle passate amministrazioni, con altri consulenti. Insieme al direttore artistico Intonante, ci siamo impegnati in prima persona.
A livello musicale c’è comunque un cambio di rotta traumatico. Dai grandi artisti internazionali, si è passati a quelli più nazional popolari. E’ questa la linea guida che caratterizzerà le edizioni dell’amministrazione Perugini?
Il tenore e la portata dei convegni va in altra direzione. Ci sarà molta attenzione sui temi che sceglieremo in futuro e che porteranno nella nostra città grandi esperti di caratura internazionale capaci di contribuire ad una crescita culturale. Professionisti provenienti da diverse realtà culturali che invaderanno la nostra città. Le invasioni non si fanno solo attraverso l’evento musicale, che comunque c’è. Ad esempio Paolo Rossi, il cui spettacolo è gratuito, porterà molti temi cari ai nostri concittadini, e li contaminerà con la musica. Noi non vogliamo proporre musica di nicchia, che in passato hanno richiamato quattro o cinque persone, o i soliti gruppi di persone, quasi fosse un club di amici. Quelle non erano invasioni, ma riunioni tra amici.
A dire il vero i concerti delle precedenti edizioni sono sempre stati affollatissimi. Non negherà comunque che esiste una portata culturale ben diversa tra il proporre artisti come Patti Smith e Lou Reed piuttosto che i Negramaro.
Questa è una questione di gusti e di scelte. Noi speriamo di rimanere a lungo ad amministrare la città, cosi che potremmo accontentare i gusti più diversi. Quest’anno la scelta è caduta sui Negramaro, ma c’è pure Paolo Rossi. Da più parti si citano solo i primi quasi a voler sminuire la portata del festival.
A proposito di Negramaro. Il concerto è finanziato con i fondi Por. L’incasso a chi andrà alle casse comunali oppure al promoter organizzatore? In questo caso si finanzia un concerto a pagamento?
Su questo non posso rispondere in maniera esaustiva, bisognerebbe chiedere agli uffici preposti. A me preme riempire di contenuti questa edizione di Invasioni e smentire le voci che vogliono un festival snaturato che non ha più ragione di esistere. Oppure che si sta facendo qualcosa che abbia tradito lo spirito della Festa delle Invasioni.
Ci sono stati comunque degli errori in passato che hanno determinato una mancanza di autonomia del festival dal finanziamento interamente pubblico. In passato lei era in consiglio comunale quindi ha seguito le vicende del festival dall’inizio.
Ad essere precisi io ero presidente della commissione cultura, ma non sono mai stato coinvolto in nessuna discussione riguardante Invasioni. Mi sembra paradossale che oggi si venga chiedere collaborazione a chi non è stato concesso di dire alcunché in passato. Si è peccato di grande presunzione in passato, e si continua a farlo. Avrebbero dovuto pensarci in passato a regolarizzare alcune posizioni.
Nella nostra intervista precedente, Luca Ardenti ha citato un mancato ricorso di questa amministrazione, al bando di concorso per il co-finanziamento di eventi culturali con il Ministero preposto. E’ vero che avete fatto scadere i termini di presentazione della domanda?
Questa è un’altra grande menzogna. Il finanziamento è stato pensato e richiesto nei termini stabiliti. Probabilmente sono loro a non avere presentato il loro progetto per ottenere il finanziamento. Questa è un’altra delle tante inesattezze dette sinora.
Cosa si sente dire ai cittadini di Cosenza che si apprestano a vivere questa nuova edizione della festa delle Invasioni?
Di avere fiducia in noi. Oltre agli spettacoli ed ai convegni, verrà allestita l’area festival dove riunirsi, socializzare, scambiare opinioni ed anche criticare questa edizione. Penso che siano i cosentini a dover dare una valutazione sul nostro lavoro, perché quella che va ad iniziare è Invasioni.

2 Commenti a “Pingitore: quelle precedenti non erano Invasioni, ma riunioni tra amici”

  1. rendese scrive:

    Ma c’è o ci fa’?
    Che vuol dire riunioni tra amici?
    Ma a chi siamo in mano?

  2. luca scornaienchi scrive:

    E’ evidente che l’Assessore parla senza cognizione di causa. Capita quando ci si ritrova in un ruolo senza le adeguate competenze. Dire che gli appuntamenti di Invasioni sono state delle semplici ” riunioni per pochi amici “, è una balla spaziale detta solo da chi negli anni precedenti non ha vissuto alcuni momenti culturali importanti della città e oggi, con la forza, invece si è arrogato il diritto di gestirli, producendo un pessimo cartellone che non ha nessun legame con il festival.

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