Invasioni, i cittadini non lo sanno
A due giorni dall’inizio, scarsa informazione e ancora incertezze. Solo pochi manifesti
Da “la Provincia Cosentina” del 12 luglio 2007 - Articolo di Marcello Gallo
 Dopodomani finalmente avremo la nuova edizione di Invasioni. Parte la carovana che invaderà la città vecchia fino al 21 luglio. Come sarà ? Un po’(anzi un bel po’) ne abbiamo detto dalle pagine culturali del nostro giornale. Ma non vogliamo essere pregiudizievoli; sui suoi “contenuti”, come ci hanno invitato a fare autorevoli voci delle istituzioni, prima vedremo, ascolteremo e poi giudicheremo. Certo è, invece che fin da ora non mi posso esimere dal dire il mio pensiero sul “metodo”, dove c’è qualcosa da ridire. Per metodo intendo ad esempio su come siamo arrivati a Invasioni 2007. Senza dubbio ha prevalso l’idea che bastasse definire due, tre artisti e, oplà , tutto era fatto. Tant’è che la macchina organizzativa è partita in forte ritardo. C’è da rimanere sconcertati sull’approssimazione con cui, il cartellone completo, sia stato racimolato alla fine alla fine. Basti pensare che in sede di presentazione ufficiale, ad esempio, i gruppi che avrebbero dovuto aprire la manifestazione (Camillo Cromo, Brassmati orchestra, Nuova Tribù Zulù), non erano noti. Per non dire dello spazio Dibattiti. Il tema scelto è stato l’Acqua. Ma il perché della scelta? Va bene non cavilliamo che discutere del tema è oggi alla page. Ma per dire in base a quale criterio sindaco e assessori la fanno da padroni di casa in tutti e due i dibattiti? Sommessamente chiediamo, era il caso? Sono davvero specialisti della materia? Che ha prodotto il loro assessorato e la giunta di rilevante sull’argomento, quali gli impegni presi? Il sospetto della passerella allora è quantomeno giustificato.
E passiamo ad altro argomento, dolente. La pubblicità dell’evento. O come si dice oggi, il marketing. A meno di un paio di mesi dal 14 luglio, venne affisso un manifesto col quale si invitava, cittadini e associazioni, a partecipare al concorso d’idee per costruire Invasioni. Il manifesto fu un po’ clandestino, in verità . Certo è che del Concorso d’idee non se n’è saputo mai più nulla. Ma l’amministrazione deve avere un cattivo rapporto con i manifesti e sì perché a due giorni dal debutto ufficiale del Festival, in città , si sono visti un paio di poster 6×3 e un paio di gonfaloni che pubblicizzano l’evento. Bella operazione di promozione! La città , insomma, come magari ti attendi, non è “battuta” dalla pletora di manifesti che reclamizzano l’occasione. Ci sono quelli dei Negramaro e altri gruppi, ma sono pagati dal promoter Iacobino. Fra tutti i ragionamenti e le polemiche che hanno alimentato il dibattito un punto ha unificato e cioè che la manifestazione dovesse servire a fare cultura sì ma anche a promuovere l’immagine di Cosenza. Com’è stata tutelata questa promozione d’immagine? Non lo è stata. Nelle risorse economiche contenute nel “Por Calabria 2000-2006 Misura 5.1, Psu Co.Re.” c’è una voce relativa al Marketing della città . Sostanzialmente si tratta di una legittima operazione di Marketing con la finalità di promuovere l’immagine, della città di Cosenza anche attraverso il Piano di Comunicazione della Festa delle Invasioni. Sull’utilizzo di queste risorse, da Palazzo dei Bruzi hanno fatto prontamente sapere che “il finanziamento del Psu è relativo al progetto marketing e serve a sostenere finanziariamente, così come nel 2005, solo una parte di Invasioni, quella che viene utilizzata come operazione di marketing complessivo della città . Una ragione in più per inserire, in tutta la campagna di comunicazione dell’edizione 2007 di “Invasioni”, manifesti inclusi, il marchio Psu”. Riportiamo il “virgolettato” e lo prendiamo per buono, però viene spontaneo chiedere a quale campagna di comunicazione si riferisce l’amministrazione comunale, considerando che a oggi, giovedì l2 della Festa delle Invasioni non si è visto (mi si perdoni la ripetizione) un manifesto, oppure una brochure, un volantino, una locandina, non si è sentito uno spot radiofonico e non si è visto uno spot in TV. Questo non è avvenuto nel territorio cittadino e sembra ovviamente improprio pensare che ci sìa una campagna di comunicazione che si estenda fuori dai confini della provincia o addirittura fuori regione, come dovrebbe essere per promuovere l’immagine di Cosenza e visti i risultati, come si è fatto negli anni passati.
Del resto, pare assolutamente giustificata la scelta degli organizzatori. Non è che ne valga molto la pena visto che la qualità del cartellone non pare capace di attrarre turisti, anche alla luce del fatto che molti spettacoli e artisti non sono delle “esclusive” per la Calabria (come una volta), ma si ripetono in regione e addirittura nell’hinterland cittadino, vedi Amy Coleman che ha già fatto il suo spettacolo lunedì 9 al parco storico di Carolei, Kepa Junkera dal sito ufficiale risulta che il 15 luglio suona a Rovito, i Negramaro che avrebbero dovuto esibirsi sabato prossimo a Catanzaro, Peppe Voltarelli sarà a Castiglione a settembre, Ambrogio Sparagna sarà a Roccella Jonica il 19 agosto. Infine la Music Street con le tre bande itineranti nella città vecchia, va bene per noi di provincia ma è un dejavu della “Sbandata Romana”, il Festival capitolino delle bande musicali di strada.
Comunque come detto giudicheremo alla fine. La domanda però, viene spontanea, direbbe il saggio: ma l’operazione Marketing, dov’è?