Il manifesto di InvasioniBlog
Dunque, facciamo il punto della situazione.
Un progetto così impegnativo e complesso come Invasioni necessita di un meticoloso e severo lavoro di diversi mesi. E invece ci si è persi dietro questioni di principio; o sul “problema ontologico”, come qualcuno ha definito lo stato di impasse.
Il sindaco ha ritenuto doveroso precisare che Invasioni è “suo”.
Per la verità è partito da una domanda capziosa: “Di chi è Invasioni?”.
Noi prontamente abbiamo risposto “della città di Cosenza”.
Qui il Nostro ha deciso di impiantare un lucido sillogismo: Invasioni è della città, io sono la città, dunque Invasioni è mio.
Che la logica aristotelica si presti ad affermazioni paradossali lo si è scoperto da migliaia di anni. Ma la questione, ovviamente, non è quella della proprietà di Invasioni. Ma di cosa farne, di come portare avanti un progetto che aveva saputo cogliere ed esaltare alcune caratteristiche salienti della nostra città e della nostra “poetica”; progetto che si è fermato. Che rischia di morire, o di restare come cappello su qualche concerto di natura meramente commerciale.
Lo scopo di questo Blog è di rendere possibile una discussione complessiva, senza rete, che coinvolga tutte le persone che hanno goduto per la creatività della festa o che si sono incazzate per la sua irruenza; che vogliono dire la loro. Contribuire a difendere la festa e rilanciarla; o magari schierarsi per la sua fine in maniera motivata. In ogni caso, perché siano i cittadini a decidere il loro futuro; e non qualcuno di passaggio, che si trova lì perché nella spartizione delle poltrone fra partiti gli è toccato per grazia ricevuta.
Cosenza, 8 aprile 2007